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Digital Humanities e Digital Cultural Heritage

Valorizziamo il patrimonio culturale attraverso le tecnologie digitali

Le Digital Humanities e il Digital Cultural Heritage rappresentano uno scenario in espansione, che dà l’opportunità di valorizzare a livello internazionale i beni culturali, in modo innovativo, aperto, collaborativo, attraverso le tecnologie digitali.

CELI sviluppa piattaforme webmotori di ricerca semantici e multilingue, sistemi di text mining per archivi, biblioteche, musei e, più in generale, ogni tipo di “collezione” di contenuti culturali.

Nel settore delle Digital Humanities abbiamo realizzato progetti innovativi, tra i quali l’annotazione automatica delle Named Entities (cioè le citazioni di persone e luoghi) per l’Archivio storico de La Stampa nel 2011 (si tratta dell’unico archivio di un giornale italiano completamente digitalizzato e indicizzato, con 11 milioni di documenti), il motore di ricerca del portale Librinlinea, per consultare in maniera integrata le risorse disponibili nelle biblioteche di tutto il Piemonte, il progetto di ricerca ASED (Annotazione Semantica per Edizioni Digitali).

Svolgiamo attività di ricerca in collaborazione con università e centri di eccellenza (tra i quali l’Università di Torino, la Fondazione Bruno Kessler di Trento, la Scuola Normale Superiore di Pisa) e con l’Associazione Italiana per l’Informatica Umanistica e la Cultura Digitale (AIUCD).

Scuola Digitale

La possibilità di utilizzare strumenti digitali, collaborativi e multimediali in ambito scolastico ed educativo è una importante opportunità anche per le materie umanistiche (l’italiano, l’inglese, la storia e la geografia, il latino e il greco, l’arte, ecc), per rafforzare le competenze relative alla comprensione e alla produzione dei contenuti.

CELI realizza soluzioni innovative e usabili per la Scuola Digitale in collaborazione con gli utenti, cioè gli insegnanti e gli studenti delle scuole dei vari gradi.

Con la spin-off Cross Library abbiamo realizzato l’applicazione web CBook, applicando tecnologie di Digital Humanities ai testi letterari, in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler di Trento, con lo scopo di aumentare le competenze linguistiche e digitali, facilitare la comprensione e l’apprendimento, stimolare la collaborazione in rete.

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