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Gli italiani e le loro abitudini con gli assistenti conversazionali è il tema del nuovo report realizzato da CELI.
Nel 2019 avevamo pubblicato la prima ricerca realizzata in Italia, sul rapporto degli italiani con gli smart speaker. La ricerca, svolta in collaborazione con KKienn, restituiva una fotografia inedita del mercato di questi device intelligenti, approdati nel nostro paese solamente da pochi mesi.

All’inizio del 2021, dopo quasi due anni, abbiamo deciso di intervistare nuovamente gli italiani per capire se e come fossero cambiati uso e percezione rispetto agli assistenti conversazionali.

Con questa ricerca, abbiamo voluto approfondire il grado di conoscenza, l’esperienza d’uso e i contesti di utilizzo non solo degli smart speaker, ma anche degli assistenti virtuali su smartphone e dei chatbot. La survey, realizzata anche questa volta in collaborazione con KKienn, ha coinvolto un campione rappresentativo della popolazione italiana dotata di connessione a internet, con un’età compresa tra i 18 e i 74 anni.

Per ciascuna tipologia di assistente conversazionale sono stati indagati:

  • Numero degli utenti
  • Frequenza d’uso
  • Profilo degli utenti
  • Scopo e modalità di utilizzo (per gli smart speaker vengono confrontati i dati delle due survey)
  • Livello di soddisfazione

Abbiamo inoltre indagato alcuni aspetti specifici legati alla singola tipologia di assistente conversazionale come, per esempio, i driver di adozione di uno smart speaker, la riconoscibilità e l’utilizzo dei chatbot di diversi brand con differenziazione per settore. 

Grazie alla nostra ricerca possiamo affermare che, in generale, il grado di awareness è maggiore per gli assistenti virtuali disponibili sugli smartphone rispetto agli altri assistenti conversazionali indagati. Gran parte delle persone intervistate, infatti, ha affermato di conoscere smart speaker e chatbot solo dopo una breve spiegazione.

Sia gli assistenti virtuali disponibili sugli smartphone sia gli smart speaker sono usati principalmente per attività semplici come ascoltare la musica, mettere la sveglia, mandare messaggi.

I chatbot vengono utilizzati prevalentemente sui siti delle aziende con l’obiettivo di richiedere assistenza. Le principali criticità, trasversali rispetto alla tipologia di assistente, sono legate alla scarsa capacità di comprensione delle richieste.
Questi sono solo alcuni degli insight della nostra ricerca. 

Il prossimo 31 marzo alle ore 15 Bea Dobrzynska, Senior Manager di CELI, terrà un webinar in cui illustrerà in maniera più approfondita i risultati dell’indagine. 

Il webinar è gratuito, per iscriverti, clicca qui.

Se vuoi ricevere l’abstract gratuito del report sugli assistenti conversazionali, compila il form che trovi a questo link.

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