From data
To meaning

Il 2020 ci ha insegnato che è praticamente impossibile fare previsioni. 
Tuttavia, noi che siamo quotidianamente a contatto con l’innovazione, dobbiamo puntare lo sguardo al futuro e non possiamo quindi esimerci dal fare qualche previsione. Per questo motivo proviamo a stilare una brevissima lista di quelle che potrebbero essere le tendenze che ci aspettiamo dal 2021.

GPT3

Un language model è una risorsa basata su meccanismi di deep learning che garantisce un buon livello di comprensione linguistica. In pratica si tratta di un grandissimo dizionario specifico per una lingua, che estrae informazioni semantiche a partire da una gigantesca mole di dati.

GPT3 è un nuovo language model autoregressivo addestrato con 175 miliardi di parametri, 10 volte tanto i precedenti language model. Anche se disponibile ad accesso limitato, i video dimostrativi di GPT-3 hanno immediatamente stupito ed affascinato, mostrando una tecnologia in grado di produrre e richiamare canzoni, scrivere del codice, rispondere a domande, ecc… Non è tutto oro quel che luccica però: molte applicazioni hanno già evidenziato i limiti di questo strumento, tra cui i costi necessari all’allenamento di modelli così grandi. Nel 2021 l’attenzione all’impatto economico ed ambientale derivato dal training di questi-super modelli non potrà che aumentare. 

Nelle parole del suo stesso creatore, Sam Altman: 

“The GPT-3 hype is way too much. It’s impressive (thanks for the nice compliments!) but it still has serious weaknesses and sometimes makes very silly mistakes. AI is going to change the world, but GPT-3 is just a very early glimpse. We have a lot still to figure out.”

Privacy e anonimizzazione

Considerata l’evoluzione degli standard di sicurezza, diventerà sempre più importante tutelare i dati dei nostri clienti. La normativa europea GDPR prevede il rafforzamento della protezione dei dati personali, chiarendo come tali dati debbano essere trattati, incluse le modalità di raccolta, utilizzo, protezione e condivisione. I documenti in linguaggio naturale, scritti o derivanti da trascrizioni vocali possono contenere diverse informazioni che necessitano quindi di essere protette secondo la normativa vigente.

Si stanno sviluppando strumenti che aiutano le organizzazioni in questo senso, anonimizzando i dati sensibili e personali. L’anonimizzazione è una strategia che che può essere attuata in maniera automatica, per velocizzare il processo e poter sfruttare i (big) data analytics.

CELI sta lavorando ad AnonymAI: un anonimizzatore automatico per testi in italiano e inglese, accompagnato da linee guida per la verifica dei requisiti legali e delle corrette procedure da seguire in termini normativi, da testare su diversi casi d’uso.

Democratizzazione delle Voice App

Il 2020 ha segnato la consacrazione definitiva delle interfacce vocali, anche grazie alla pandemia e alla necessità di utilizzare sempre meno le mani per interagire con la tecnologia.

Man mano che le persone si sentono a proprio agio con le interfacce vocali e si aspettano quindi maggiore accessibilità e convenienza, le aziende hanno iniziato a comprendere l’imperativo di una strategia voice-first. L’integrazione con piattaforme di terze parti, come Alexa e Google, ha come conseguenza la perdita di controllo sull’esperienza del marchio e sui dati dei clienti. Si nota quindi una crescente preferenza per assistenti vocali personalizzati, interamente di proprietà e con marchio dell’azienda bene in evidenza.

Marchi come Mercedes-Benz, BBC e Bank of America hanno lanciato assistenti vocali personalizzati che consentono loro di riprendere il controllo delle relazioni con i clienti, dell’esperienza del marchio e dei dati degli utenti.

Tags: , , , ,