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Social network dei personaggi, mappe dei luoghi e altri strumenti di Digital Humanities per esplorare e rileggere alcuni classici della letteratura.

In queste settimane di didattica a distanza, CELI rende pubblico il CBook, l’applicazione web per la lettura e l’analisi dei classici sviluppata in collaborazione con insegnanti e studenti a partire dal 2013, utilizzata e rielaborata in questi anni in diversi progetti di Education e Digital Humanities per le scuole.

Abbiamo cominciato questa avventura tra il digitale e i classici con le professoresse Silva Filosi e Magda Niro e gli/le studenti/esse di un liceo di Rovereto e di un istituto tecnico di Trento, cercando di rispondere ad alcune domande, tra le quali: se nell’edizione del 1840 Alessandro Manzoni realizzò un romanzo illustrato, dove si trovano i disegni originali e quanti sono? I luoghi in cui si svolgono le storie dei romanzi possono essere visualizzati o rappresentati con mappe geografiche? Come possiamo analizzare i dialoghi dei personaggi? Ad es. quando Lucia parla con Renzo e Juliet parla con Romeo, le parole d’amore immaginate dagli autori sono le stesse?

La scoperta e il collegamento tra risorse digitali nel web (linking), il mapping dei luoghi della letteratura (literary geography), l’analisi automatica e manuale dei dialoghi in un’opera letteraria sono 3 tematiche di esempio di Digital Humanities che possono essere affrontate nelle attività didattiche.

Nel corso degli anni, insieme a molti studenti e insegnanti abbiamo letto, analizzato e “scomposto” alcuni classici della letteratura tra i quali I promessi sposi di Alessandro Manzoni, Le avventure di Pinocchio di Collodi, The tragedy of Romeo and Juliet di Shakespeare, che rendiamo, in parte, pubblici nel sito web cbook.it.
L’acronimo “CBook” è l’abbreviazione di “Crunched Book”, cioè libro scomposto, sgranocchiato… Vogliamo aprire i libri, entrarci dentro,  prendere dei pezzi di qua e di là, analizzare alcune porzioni di testo in dettaglio, quando necessario, o leggere il tutto a distanza (distant reading), provare a passeggiare nei boschi narrativi, “scomporre” il libro e rileggerlo in modo non lineare.

Ad un certo punto saltarono fuori anche i grafi dei social network dei personaggi: avendo annotato i dialoghi e le sequenze narrative, possiamo generare automaticamente i grafi delle reti sociali dei personaggi, in modo simile all’analisi automatica dei social network del web.

Ringraziamo tutte/i le/gli insegnanti e gli/le studenti/esse con cui abbiamo collaborato in questi anni, studiando e divertendoci. Auguriamo a tutti/e di poter riprendere presto la didattica in presenza, approfittando di queste settimane per imparare ad usare strumenti digitali per esplorare e conoscere i classici. 

Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire.” (Italo Calvino)

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