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Il 2020 è arrivato e, complice anche il grande successo durante il Black Friday e il Natale, gli assistenti vocali fanno sempre più parte della nostra vita. Vediamo insieme quali sono i trend previsti per quest’anno.

 

1- Compatibilità e integrazione saranno un must

Quando si parla di integrazione delle tecnologie vocali con altri prodotti, Amazon è sempre all’avanguardia. Alexa è già integrato con una vasta gamma di oggetti come luci, lampadine, prese intelligenti, termostati, condizionatori, stazioni meteo, sistemi di sicurezza, aspirapolveri e frigoriferi, come i Family Hub di Samsung. 

Google sta recuperando terreno e ha annunciato recentemente Google Assistant Connect. L’idea alla base di questa tecnologia è quella di consentire ai produttori di creare dispositivi personalizzati che svolgano funzioni specifiche e che siano integrati con l’assistente.

Infatti esistono già alcuni tentativi di alleanze o gruppi di lavoro per cominciare a standardizzare un formato comune per le interazioni vocali, in particolar modo per quanto riguarda la domotica, che coinvolgono i grandi player del settore sia tecnologico (Google, Amazon, Apple, Zigbee) che non (Ikea, BMW, SONOS).

 

2- Le conversazioni saranno sempre più ottimizzate

Sia Google sia Amazon hanno recentemente annunciato che entrambi gli assistenti non richiederanno più l’uso di parole “wake up”. Finora, per avviare una nuova interazione, entrambi gli assistenti dipendevano da una parola “Alexa”  oppure “Ok, Google” .

Ciò permetterà un’interazione più fluida: appare infatti evidente come dire “Alexa, qual è la temperatura attuale nel corridoio?” e ​​poi semplicemente dire “imposta il termostato del corridoio a 23 gradi”, sia più naturale rispetto a  pronunciare il secondo comando ripetendo nuovamente “Alexa”.

Inoltre, molti degli utenti usano gli assistenti vocali in open space, quindi con altre persone. 

Avere dispositivi in ​​grado di decifrare questi fattori contestuali potrebbe rendere la conversazione più efficiente, in modo da fornire un’esperienza più incentrata sull’utente.

 

3- I comportamenti di ricerca cambieranno

I comportamenti di ricerca vedranno un grande cambiamento. Secondo la società di ricerca tecnologica Juniper Research, le entrate pubblicitarie basate sulla voce potrebbero raggiungere 19 miliardi di dollari entro il 2022, grazie in gran parte alla crescita delle app di ricerca vocale sui dispositivi mobili.

I brand stanno per vivere quindi un grande cambiamento: i punti di contatto si stanno trasformando in punti di ascolto e la ricerca organica sarà il modo principale in cui essi avranno visibilità. I dati di comScore rivelano che il 50% di tutte le ricerche avverrà tramite tecnologia vocale entro il 2020.

Con l’aumentare della popolarità della ricerca vocale, le agenzie pubblicitarie e gli esperti di marketing prevedono che Google e Amazon apriranno le loro piattaforme a forme aggiuntive di messaggi a pagamento.

 

 

4- Le esperienze diventeranno più personalizzate

Gli assistenti vocali offriranno esperienze sempre più personalizzate per ogni utente. Google Home è in grado di supportare fino a sei account utente e rilevare voci uniche, il che consente agli utenti di Google Home di personalizzare molte funzionalità.
Allo stesso modo, per coloro che usano Alexa, dire semplicemente “impara la mia voce” consentirà agli utenti di creare profili vocali separati in modo che la tecnologia possa rilevare chi sta parlando e fornire quindi esperienze personalizzate.

 

5- La sicurezza diventerà prioritaria

Secondo un recente report di Microsoft, il 41% degli utenti degli smart speaker negli USA è preoccupato per la propria privacy. Ma spingiamoci un po’ più in là, facendo un esempio:  in un prossimo futuro gli assistenti vocali saranno in grado di pianificare un’intera serata, ovvero ci permetteranno di trovare gli orari dei film locali, di acquistare i biglietti, prenotare il ristorante  e il taxi. Per fare tutte queste operazioni è chiaro che gli assistenti virtuali avranno bisogno di molti dati personali, come il nostro indirizzo e il nostro numero di carta di credito. Poiché questo futuro potrebbe non essere così lontano, le preoccupazioni relative ai pagamenti e alle informazioni sensibili sono più che giustificate. Le aziende che operano in questo settore dovranno quindi garantire un livello di sicurezza adeguato, specialmente per quanto riguarda gli acquisti effettuati attraverso la voce.

 

Ritorniamo ora al presente: è innegabile che i progressi raggiunti in diversi settori stanno aiutando gli assistenti vocali a diventare più sofisticati e utili per l’uso quotidiano.
La voce si è ormai affermata come l’ultima esperienza mobile.

Cosa vuol dire questo? Vuol dire che le aziende che vogliono rimanere competitive sul mercato dovranno adottare una strategia vocale mirata, da affiancare alle tradizionali strategie di marketing e di business.
Ora che le tecnologie permettono esperienze di conversazione molto più profonde, la voce rappresenta una nuova opportunità, offrendo una nuova modalità di engagement e di interazione con il cliente.

Per poter cogliere appieno questa opportunità, sono necessarie competenze tecniche molto approfondite. Fortunatamente esistono nel mondo alcune aziende specializzate che possono aiutare altre organizzazioni a mettere in atto delle adeguate strategie vocali.
CELI è una di queste aziende e, essendo nel campo dell’ NLP da più di vent’anni, è in grado di offrire tutte le competenze necessarie allo sviluppo di un assistente virtuale efficace.

(Mariella Borghi – Marketing Manager e Matteo Amore – Computational Linguist)

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