From data
To meaning

Le tecnologie vocali e gli assistenti vocali sono sempre più diffusi: sappiamo come affrontarli come esperti di marketing e di business? Cosa vogliono gli utenti e come possiamo migliorare la loro esperienza? Quali saranno le evoluzioni che ci attenderanno negli anni a venire?

Alexa, Siri, Google Home e altri assistenti vocali ci stanno semplificando la vita, dalla casa alle macchine e alla TV. 

Per comprendere l’impatto di una tecnologia emergente sul futuro non dovremmo mai dimenticare le motivazioni che spingono gli esseri umani e prendere determinate decisioni. Gli esseri umani sono motivati da una serie di bisogni e valori fondamentali che, nella loro forma più fondamentale, non cambiano nel tempo come la sicurezza, le comodità e le connessioni sociali.

 

L’evoluzione prevista

Secondo la società di ricerca Ovum, si stima che entro il 2021 ci saranno più assistenti vocali sul pianeta rispetto alle persone: ciò costituirà un enorme cambiamento nella natura del nostro rapporto con la tecnologia digitale.

Possiamo individuare tre fasi principali che cambieranno completamente il modo di relazionarsi alle tecnologie vocali e agli assistenti vocali. La relazione non sarà più solo transazionale (“Alexa, accendi la luce”), ma anche fondata sul desiderio di conoscenza di sé e relazioni significative. Vediamole nel dettaglio. 

 

Personalizzazione semplice

Ogni giorno, miliardi di persone ricevono un’esperienza online su misura in base ai loro gusti, preferenze e comportamenti passati. Per Facebook, Google e non solo loro, i dati sono la vera caccia all’oro dei nostri tempi.
Gli assistenti vocali possono essere impiegati per estendere questo tipo di personalizzazione. Saranno presto in grado di distinguere tra più utenti e, quindi, di fornire un servizio personalizzato a ciascuno di loro in base alle loro esigenze. In una famiglia, ai figli verranno proposte le hit del momento dalla loro playlist personale, mentre ai genitori verranno proposti i grandi classici di quando erano adolescenti.

Gli assistenti vocali saranno anche in grado di sfruttare semplici informazioni dedotte su qualsiasi utente per offrire un’esperienza più pertinente. Ad esempio, Amazon ha recentemente presentato un brevetto per nuove funzionalità che vedranno Alexa diventare in grado di offrire un servizio più personalizzato basato sull’età, genere e accento.

Certo la personalizzazione solleva preoccupazioni legate alla privacy. Secondo Accenture Interactive, l’83% dei consumatori è disposto a condividere i propri dati per consentire un’esperienza personalizzata, a condizione che le aziende siano trasparenti su come li useranno.

 

Personalizzazione avanzata

Man mano che gli assistenti vocali si evolveranno, i tipi di personalizzazione che sono in grado di offrire diventeranno più profondi e complessi. Ciò includerà la personalizzazione attorno allo stato emotivo degli utenti e alla salute e al benessere.

Ad esempio, Pillo è un robot domestico ad attivazione vocale che aiuta gli utenti ad assumere regolarmente farmaci e dispensare pillole, offrire consigli di vita salutare e sincronizzarsi con dispositivi indossabili come Apple Watch al fine di aiutare a monitorare le metriche di salute personale e benessere di un utente.
Nel frattempo, i sensori in grado di rilevare la frequenza cardiaca consentiranno agli assistenti sanitari di offrire una personalizzazione ancora più profonda, come per esempio avvisare l’utente o un medico se il ritmo cardiaco diventa anormale.

Huawei ha in programma di sfruttare i dati sullo stato emotivo dell’utente – acquisiti tramite riconoscimento facciale e vocale – per alimentare un assistente smartphone AI che può relazionarsi con gli utenti a livello emotivo.

Immaginatevi un assistente vocale che ci calmi con esercizi di respirazione quando si rende conto che siamo troppo sotto stress mentre lavoriamo o mentre stiamo guidando… una vera rivoluzione?

 

 

Gli assistenti vocali “relazionali”

Man mano che gli assistenti vocali saranno in grado comprendere i loro utenti in modi più profondi e complessi, la natura della relazione che gli utenti hanno con queste tecnologie cambierà. Diventerà sempre meno funzionale e transazionale e gli utenti li vedranno come compagni, consiglieri e persino amici. Sembra indubbiamente fantascientifico e siamo ancora molto lontani ma è già possibile vedere i primi accenni di questo trend.

Milioni di persone tentano già da tempo di avere conversazioni con gli assistenti vocali che vanno oltre il semplice comando. Secondo quanto riferito, Apple ha assunto consulenti e psicologi per il team Siri, in quanto gli utenti sembrano parlare spesso a Siri dei loro problemi personali.

Woebot è un chatbot di salute mentale alimentato dall’intelligenza artificiale destinato a fornire una forma di terapia cognitivo-comportamentale. Le prove sull’efficacia di questo tipo di chatbot sono molto limitate, ma uno studio condotto da Woebot e dall’università di Stanford ha scoperto che il chatbot ha aiutato gli studenti ad affrontare la depressione.

La prossima evoluzione tecnologica degli assistenti vocali sarà in grado di trasformarli in guru personali?

 

Cosa ci aspetta

Questo percorso di evoluzione nella personalizzazione degli assistenti vocali ci porta senza dubbio verso un territorio inesplorato, non esente da rischi. Privacy ed abuso dei dati sono in cima alla lista, senza escludere le possibili ripercussioni sul benessere mentale e sociale degli utenti.

Per il momento, impieghiamo gli assistenti vocali per quello che possono darci oggi: un aiuto funzionale e pratico nella vita di tutti i giorni.

 

Credits: David Mattin per World Economic Forum